Il 30 ottobre i lavoratori portuali di Grecia, Turchia, Cipro, Italia, Francia, Spagna, Marocco, India, Messico e altrove organizzeranno una Giornata comune di azione in oltre 100 porti in Europa, America, Africa, Asia e Australia.
«Questa è la risposta dei lavoratori alla guerra e alle sue conseguenze, in un mondo che viene nuovamente ridistribuito con il sangue e con attacchi ai popoli lavoratori, per le rivalità tra gruppi imprenditoriali, Stati e le loro alleanze internazionali», sottolinea in un comunicato l'organizzazione regionale di Attica del KKE in merito al grande sciopero internazionale del 30 ottobre e aggiunge: «Tutti i lavoratori, il popolo, i giovani siamo solidali con i portuali! Lanciano il messaggio pieno di speranza che la classe operaia ha il potere! Contro gli attacchi dei datori di lavoro, i governi e i partiti della guerra e dell’inflazione, lanciano un messaggio forte di solidarietà di classe e internazionalista».
Il 30 ottobre, nella stessa “catena” di lotta si ritroveranno lavoratori provenienti da diversi paesi, che le classi borghesi hanno preso di mira per la spartizione del bottino imperialista. Tra loro ci saranno lavoratori portuali greci e turchi, che lanceranno il messaggio che la patria dei lavoratori e del popolo non ha alcun interesse in comune con la patria degli sfruttatori, che li trascinano nel fuoco della concorrenza e della guerra da entrambe le parti!
Nessun sacrificio per i loro profitti e le loro guerre! Nessuna fiducia nel governo e nei partiti del coinvolgimento bellico, della povertà energetica e del caro vita!
Non è un fenomeno naturale che oggi sul pianeta ci siano oltre 60 conflitti armati, con l’odore della polvere da sparo che si avvicina sempre di più a noi, man mano che si intensifica la competizione tra USA e Cina per il primato mondiale nel sistema capitalistico globale.
Come sottolinea il KKE: «In ogni paese, e anche in Grecia, possiamo tracciare la nostra strada! Liberarci dal profitto capitalistico e dalla concorrenza imperialista che generano sfruttamento, povertà e guerre, per incamminarci sulla via del rovesciamento del capitalismo, sulla via della pace e della cooperazione tra i popoli, del socialismo!»