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Commento del Dipartimento delle Relazioni internazionali: In occasione del “Convegno internazionale contro il antifascismo”

Date:
apr 15, 2026
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Il governo americano intende organizzare quest'estate un «convegno internazionale» con la partecipazione di vari paesi, incentrato sulle «strategie di lotta contro il movimento antifascista».

Un articolo cita funzionari della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato, i quali definiscono tali azioni e gruppi «una grave minaccia per la sicurezza nazionale».

Il portavoce del Dipartimento di Stato ha messo tutti nello stesso calderone — «anarchici, marxisti ed estremisti violenti» — per denunciare la «campagna terroristica» che hanno scatenato «negli Stati Uniti e in tutto il mondo occidentale da decenni, compiendo attentati con bombe, aggressioni, sparatorie e disordini al servizio della loro agenda estremista».

Sotto le voci «terrorismo» e «minaccia alla sicurezza nazionale» si può far rientrare di tutto, grazie alla loro interpretazione estensiva, che costituisce un’arma di repressione nelle mani dello Stato. Alla fine della strada c'è sempre il «popolo nemico», il movimento organizzato e la sua avanguardia politica, che rappresentano la minaccia più grande per il loro sistema marcio. È lì che finisce, del resto, il nucleo della loro repressione, mentre le contraddizioni si acuiscono a livello globale e attraverso la nebbia della propaganda imperialista emerge come unica via d'uscita per i popoli lo scontro per il rovesciamento del capitalismo che genera guerre e sfruttamento.

L'esperta classe borghese americana guarda avanti e guida coalizioni internazionali di repressione interna.

Anche i popoli devono guardare avanti, elaborando oggi il proprio piano d’azione autonomo. Un piano che aprirà la strada per i popoli ad assumere un ruolo di primo piano negli sviluppi, respingendo quelle “voci” pacifiste che li invitano a lottare per una NATO “pacifista”, o a stringere alleanze tattiche con Trump, o in nome di un falso “antifascismo” e “antimperialismo” con la Russia di Putin, scaturita dal rovesciamento del socialismo e dallo smantellamento delle conquiste del popolo sovietico, o con la Cina dei miliardari, che oggi rivendica il primo posto nel capitalismo internazionale.

La forza per capovolgere la situazione è proprio nella classe operaia, insieme agli alleati strati poveri e popolari, con partiti comunisti forti, radicati nei luoghi di lavoro, con una strategia rivoluzionaria, che risponda al carattere della nostra epoca, del passaggio rivoluzionario dal capitalismo al socialismo-comunismo.