Ancor prima che l’accordo fragile tra USA e Iran fosse stato firmato, il governo si è affrettato a dichiarare la propria presenza con navi della marina militare nello Stretto di Hormuz.
Ancor prima che l’accordo fragile tra USA e Iran fosse stato firmato, il governo si è affrettato a dichiarare la propria presenza con navi della marina militare nello Stretto di Hormuz. Qualunque sia la “copertura” di questa nuova missione all’estero, qualunque sia il calendario che verrà definito, ciò che non si può negare è che si tratta di una missione nella “tana del leone,”, a favore di interessi estranei a quelli del popolo greco.
Si dimostra ancora una volta che gli acquisti di armamenti, pagati a caro prezzo dal popolo, vengono effettuati con l’obiettivo di un coinvolgimento sempre più profondo e duraturo del Paese nei piani imperialistici degli USA, della NATO e dell’UE, al fine di soddisfare le ambizioni e gli interessi dei gruppi monopolistici stranieri e nazionali.
Il silenzio dei partiti dell’opposizione "comoda", sia quelli di vecchia data che quelli “nuovi”, di fronte a questi sviluppi pericolosi per il nostro popolo e in particolare per le Forze Armate, conferma che essi condividono con il governo gli stessi obiettivi strategici della classe dirigente greca e dei suoi alleati internazionali, motivo per cui tutti mirano a garantire quella «stabilità» antipopolare che ha come elemento fondamentale il proseguimento del coinvolgimento bellico.
Non si pensi nemmeno di inviare navi da guerra nello Stretto di Ormuz! Che le basi statunitensi e della NATO vengano chiuse immediatamente e che il personale delle Forze Armate, attualmente impegnato in missioni all’estero, faccia ritorno in patria.
Il popolo greco ha tutto l’interesse a intensificare la sua lotta contro il coinvolgimento bellico, nel quale il governo e i partiti dell’arco euro-atlantico lo stanno trascinando sempre più in profondità!
ATENE, 17/06/2026
UFFICIO STAMPA DEL CC DEL KKE
