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Teleconferenza dei Partiti Comunisti e Operai del Mediterraneo orientale, del Medio Oriente e del Golfo Persico

Il 12 marzo 2026, su iniziativa del KKE, si è tenuta una teleconferenza con i Partiti Comunisti e Operai del Mediterraneo orientale e della regione del Golfo Persico, in particolare di Algeria, Cipro, Grecia, Iran, Israele, Giordania, Palestina, Sudan, Siria e Turchia
Date:
mar 13, 2026
Teleconference

Il 12 marzo 2026, su iniziativa del Partito Comunista di Grecia (KKE), si è tenuta una teleconferenza con i Partiti Comunisti e Operai del Mediterraneo orientale e della regione del Golfo Persico, ovvero di Algeria, Cipro, Grecia, Iran, Israele, Giordania, Palestina, Sudan, Siria e Turchia.

Dimitris Koutsoubas, Segretario generale del Comitato Centrale del KKE ha tenuto il discorso introduttivo, che recita come segue:

Cari compagni,

Vorremmo ringraziarvi per aver risposto all'invito del KKE e per aver partecipato all'odierna e urgente teleconferenza dei Partiti Comunisti e Operai della nostra regione, che si svolge in condizioni estremamente pericolose per i nostri popoli, drammaticamente aggravate dall'attacco criminale e riprovevole sferrato dagli Stati Uniti e da Israele contro il popolo iraniano.

Si tratta di uno sviluppo che è già costata la vita a centinaia di civili, causato enormi distruzioni materiali e tecniche sia in Iran che in altri paesi della regione, e sta trascinando i paesi del Golfo, i paesi del Mediterraneo orientale, del Mar Caspio e del Caucaso nelle fiamme della guerra, in un momento in cui la sanguinosa guerra imperialista in Ucraina entra nel suo quinto anno.

Nel nostro paese, il governo guidato dal partito Nuova Democrazia, con il sostegno del PASOK, di SYRIZA e di altri partiti borghesi, seguendo le orme dei governi precedenti, sta approfondendo il coinvolgimento della Grecia nelle guerre imperialiste e nei piani degli Stati Uniti, della NATO e dell'UE, cercando di rafforzare la posizione della borghesia, trasformando il paese in un hub energetico e dei trasporti, mirando ad assicurarsi una quota maggiore del bottino delle guerre e degli interventi imperialisti.

Questa pericolosa politica di coinvolgimento viene attuata trasformando l'intero paese in una piattaforma militare della NATO, utilizzando le basi statunitensi, sostenendo il regime di Zelenskyy e fornendo armi all'Ucraina, e perseguendo relazioni strategiche con lo Stato di Israele.

Parti delle forze armate greche vengono dispiegate in missioni imperialiste all'estero, nel Mar Rosso, nel Golfo Persico e nei Balcani. Esistono piani per inviare truppe greche nella Striscia di Gaza, mentre il Ministero della Difesa greco sta assumendo una posizione particolarmente pericolosa esortando la popolazione a familiarizzare con le «bare avvolte nella bandiera dei soldati che tornano a casa».

In pratica, viene dimostrato che il coinvolgimento nei piani degli Stati Uniti, della NATO, dell'UE e di Israele non solo non garantisce la sicurezza del popolo, ma rende anche il paese un bersaglio per le ritorsioni e innesca sviluppi che minano i diritti sovrani.

Il KKE respinge i falsi pretesti degli imperialisti, smaschera la natura imperialista dell'intervento statunitense volto a saccheggiare le ricchezze energetiche del Paese e sottolinea che l'obiettivo più ampio di Israele e degli Stati Uniti è quello di stabilire il quadro economico e geopolitico del "Nuovo Medio Oriente" attraverso gli accordi di Israele con diversi Stati arabi (gli Accordi di Abramo) e l'attuazione del Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC), in opposizione alla "Nuova Via della Seta" cinese e ai piani dell'Iran.

Il KKE è sempre stato al fianco del popolo palestinese, condannando l'occupazione e il genocidio perpetrati dallo Stato assassino di Israele, con il sostegno degli Stati Uniti, della NATO e dell'UE.

È il Partito che, per principio, ha espresso la sua incrollabile solidarietà internazionalista fin dal primo giorno della nuova recrudescenza di brutalità e genocidio israeliani nella Striscia di Gaza, condotta con il pretesto dell'attacco di Hamas dell'ottobre 2023, e ha denunciato con forza i tentativi di diffamare la lotta palestinese e di equiparare il carnefice alla vittima - azioni sostenute dal governo di Nuova Democrazia e da altri partiti borghesi, che si sono allineati alle posizioni di Israele e del criminale di guerra Netanyahu, giustificando al contempo il cosiddetto «diritto all'autodifesa» dell'occupante.

Oggi, il KKE è ancora una volta in prima linea nella lotta in Grecia per condannare l'attacco criminale e la guerra imperialista dell'euro-atlantismo (USA-NATO) in Medio Oriente. È solidale con il popolo iraniano, denuncia che le basi USA-NATO, che fungono da trampolino di lancio per le guerre, agiscono anche come una "calamita" per i pericoli che minacciano il nostro popolo, e ne chiede la chiusura. Lottiamo per il ritorno delle forze armate greche, dispiegate nella regione per servire gli interessi della borghesia e dei suoi alleati, e sottolineiamo che il dispiegamento di navi da guerra e aerei a Cipro non è finalizzato alla protezione del popolo cipriota, ma piuttosto a salvaguardare le basi britannico-NATO situate lì come territorio britannico.

Continuerà a sostenere le azioni dei sindacati e delle altre organizzazioni di massa del movimento popolare volte a bloccare le forze della NATO e i "carichi di morte" mentre transitano nei porti greci, come è stato fatto di recente (lavoratori portuali della COSCO, Salonicco, Alessandropoli, Tirnavo, ecc.).

Il KKE sostiene con forza i soldati e gli ufficiali che si oppongono alle politiche antipopolari e ai piani imperialisti.

Grazie all'intervento dei comunisti nel movimento operaio e popolare, sta avanzando la corretta comprensione che, in tempo di guerra, non esistono interessi nazionali condivisi tra lavoratori e capitalisti.

Compagni,

Riteniamo che il piano statunitense questa volta sia ancora più espansivo rispetto al periodo precedente. Dopotutto, ciò è ampiamente riconosciuto dagli stessi imperialisti statunitensi, che agiscono in stretta collaborazione con lo Stato responsabile dell'assassinio del popolo palestinese.

L'imperialismo nordamericano, incoraggiato dall'attacco al Venezuela, compreso il rapimento di Maduro, dagli sviluppi a Panama - dove ha strappato il controllo del Canale di Panama ai monopoli cinesi - e dai colloqui segreti con la leadership russa, nonché dalle azioni per attirare l'India dalla sua parte, ha puntato a un piano più ampio. Le intenzioni aggressive nei confronti della Groenlandia, e anche contro il popolo dell'eroica Cuba, che da decenni subisce le conseguenze del blocco e dello strangolamento economico, non sono una coincidenza.

Aprendo un inciso, vorrei sottolineare che il KKE è sempre stato solidale con il popolo cubano e il Partito Comunista di Cuba nella lotta per difendere la Rivoluzione cubana. Ieri ad Atene abbiamo organizzato una manifestazione di massa e una marcia verso l'ambasciata degli Stati Uniti per condannare i piani imperialisti contro Cuba.

Il piano statunitense sotto la guida di Trump prevede misure sistematiche - sia attraverso mezzi economici, diplomatico-politici o militari - per rafforzare la posizione dei monopoli statunitensi a scapito dei concorrenti, primo fra tutti la Cina, che è ormai diventata una potente economia capitalista, in competizione con gli Stati Uniti su più fronti e intenzionata a costruire una propria alleanza eurasiatica.

Il fulcro del loro conflitto sono le ricchezze minerarie, le risorse energetiche, le terre rare, nonché le rotte di trasporto delle materie prime e le basi geopolitiche: tutti elementi che, in ultima analisi, determinano le quote di mercato e i profitti di monopolio.

L'Iran, e il controllo sull'Iran sono un anello chiave di questo piano. Notiamo che la potenza di fuoco degli Stati Uniti e dei loro alleati, concentrata nella regione - comprese due portaerei - insieme alle loro intenzioni di schierare forze di terra, mirano a minare la posizione geopolitica dell'attuale dirigenza iraniana nella rivalità tra Stati Uniti e Cina. Ciò potrebbe persino comportare tentativi di dividere l'Iran in Stati più piccoli, in linea con la ben nota tattica imperialista del «divide et impera».

Per ingannare il popolo, gli imperialisti invocano vari pretesti, come la "democrazia" e la "libertà" per il popolo iraniano, sfruttando deliberatamente le legittime mobilitazioni di massa che hanno avuto luogo di recente per i diritti sociali e politici. Non possono ingannare nessuno! I pretesti usati contro l'Iran sono gli stessi usanti in Afghanistan, Iraq, Libia e Siria, ed è chiaro oggi a qualsiasi persona ragionevole che stanno mentendo e sono ipocriti!

Compagni,

In Grecia, stiamo spiegando ai lavoratori che la guerra imperialista non è una guerra del popolo! È giunto il momento che ognuno di noi si assuma le proprie responsabilità. Il modo in cui il popolo reagirà a questi rapidi sviluppi si sta decidendo proprio in questo momento. Soprattutto, è necessario prendere le distanze dai piani che stanno conducendo al disastro e formare una linea di lotta basata sui propri interessi reali. La posizione che il popolo adotterà nei confronti di questa politica di coinvolgimento potrebbe ben determinare gli sviluppi futuri.

La speranza e una via d'uscita da questo mondo in fiamme possono e devono essere fornite dal popolo stesso attraverso la sua lotta, unendo decisamente le forze con il KKE, che questa lotta si è assunto la responsabilità di guidare .

Riteniamo che il dilemma "campo euro-atlantico o eurasiatico" sia falso, sia contrario agli interessi della classe operaia e dei popoli e minacci la loro lotta ideologica e politica indipendente per rovesciare il capitalismo e costruire il socialismo-comunismo.

È necessario intensificare la lotta contro il sistema marcio del profitto, sinonimo di sfruttamento e guerra, per spezzare la catena che trascina il popolo nell'abisso. È necessario aprire la strada al rovesciamento del sistema capitalista e alla creazione di una nuova società, il socialismo-comunismo: una società di vera prosperità, pace e solidarietà con i popoli di tutto il mondo.

Grazie, e vi auguro forza per le lotte che ci attendono, con la ferma convinzione che la lotta comune e la solidarietà internazionalista siano le armi decisive del popolo!

 

 Traduzione da Resistenze.org

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